Con il tempo mi convinco sempre più che essere liberi è uno dei tanti desideri insodisfatti. L'unica rimane rifiutare le corde e seguire soli l'imbocco al porto finale.
…..Umido il cuore, l’onda batte pura, giusta, amara. Dentro di te il sale, la trasparenza, l’acqua si ripetono: la moltitudine del mare lava la tua vita e non solo la spiaggia ma anche il tuo cuore è incoronato dall’insistente spuma… Pablo Neruda
La parola ha solamente un funzione pratica. Attento al fuoco, ho fame, vattene, ecc. Nella discussione e' inutile, si rimane sempre dalla propria parte del solco: in compagnia di alcuni, lontani da altri e spesso in disparte.
Se la metafora della cima non mi soddisfa piu' l'orrizzonte montano a piu' piani dove ogni crinale nasconde una valle con nuove possibilita' regge ancora. Almeno fino a domani.
Tieni! Mi ero accorto che spiava il monitor. I bambini imitano i grandi. Quasi sempre dimentico che tante cose fatte, dette e vissute andranno a finire in qualche parte di lei e tra qualche anno mi chiedero il perchè senza capire il come.
Quest'anno mi sono accorto dei rami, complice un'inverno senza colori, in bianco e nero. Tolte le distrazioni delle foglie lo scheletro invita a mille similitudini e ti ritrovi a riflettere alle strada che hai percorso, l'inizio un bel tronco carico di possibilità poi un piccolo ramoscello esposto al cielo.
L'acqua è così presente in questa zona che l'attenzione per essa svanisce. Solo nei momenti di calma, al tramonto, con la nebbia, macchiata dai riflessi, la percepisco indispensabile.
La metafora della montagna e della cima come anelito alla verità non mi soddisfa più, meglio la nebbia invernale con le sagome spoglie ed essenziali delle cose, la visibilità limitata. Il procedere avanti diventa d'obbligo altrimenti si rimane con l'orizzonte a qualche metro dall'occhio.
DIALOGO DI UN VENDITORE D'ALMANACCHI E DI UN PASSEGGERE Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi? Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo? Venditore. Si signore. Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo? Venditore. Oh illustrissimo si, certo. Passeggere. Come quest'anno passato? Venditore. Più più assai. Passeggere. Come quello di là? Venditore. Più più, illustrissimo. Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi? Venditore. Signor no, non mi piacerebbe. Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi? Venditore. Saranno vent'anni, illustrissimo. Passeggere. A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo? Venditore. Io? non saprei. Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice? Venditore. No in verità, illustrissimo. Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero? Venditore. Cotesto si sa. Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste? Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse. Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati? Venditore. Cotesto non vorrei. Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro? Venditore. Lo credo cotesto. Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo? Venditore. Signor no davvero, non tornerei. Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque? Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti. Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo? Venditore. Appunto. Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero? Venditore. Speriamo. Passeggere. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete. Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi. Passeggere. Ecco trenta soldi. Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.
Pensavo ai rifiuti, alla plastica che sventolava tra i rami, alla linea di strane cose intrappolate lungo il reticolato, e allora chiusi quasi gli occhi e immaginai che quello fosse il punto dove tutto ciò che avevo perduto dagli anni dell’infanzia era stato gettato a riva. da "Non lasciarmi" di Kazuo Ishiguro