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martedì 5 febbraio 2013

Hänsel e Gretel

Masun - Slovenia
Ma se il giorno fosse composto da un'interminabile notte?
Supponiamo per gioco che fosse possibile.
Solo le luci tenui del cielo e quelle artificiali dell'uomo.
L'incedere ceco diventerebbe cauto.
L'udito acuito, oltremodo sollecitato dalle zone oscure.
Riflessi d'alberi vestiti in forme grottesche.
Desiderio d'avvicinarsi a quella debole luce lontana. 
ma.......
"Ai margini del bosco abitava un povero taglialegna con la moglie e i bambini: un maschietto e una femminuccia, rispettivamente di nome Hänsel e Gretel"
e allora ansiosamente rimango sveglio 
contando le ore, 
impaziente di quel sole che sa asciugare gli incubi. 

domenica 22 gennaio 2012

Rotondità

Moranzani - Venezia
In principio era il nulla. 
E questo nulla non era né vuoto ne vacuo: esso nominava solo se stesso.
E Dio vide che questo era un bene. Per niente al mondo avrebbe creato alcunché.
Il nulla non solo gli piaceva, ma addirittura lo appagava totalmente.
Dio aveva gli occhi perennemente aperti e fissi. 
Se anche fossero stati chiusi, nulla sarebbe comunque cambiato. 
Non c'era niente da vedere e Dio non guardava niente. 
Era pieno e denso come un uovo sodo, di cui possedeva anche la rotondità e l'immobilità

Incipit di "Metafisica dei tubi" di Amélie Nothomb

mercoledì 14 settembre 2011

Pescatori norvegesi


Eravamo in quattro: Giorgio, Guglielmo Samuele Harris, io e Montmorency. 

Seduti nella mia stanza, si fumava e si parlava di come stessimo male... male, intendo, rispetto alla salute.
Ci sentivamo tutti sfiaccati e ne eravamo impensieriti. Harris diceva che a volte si sentiva assalito da tali strani accessi di vertigine, che sapeva a pena che si facesse; e poi Giorgio disse che anche lui era assalito da accessi di vertigine e appena sapeva anche lui che si facesse. Io poi avevo il fegato ammalato. 
Sapevo di avere il fegato ammalato, perché avevo appunto letto un annuncio di pillole brevettate nel quale si specificavano minutamente i vari sintomi dai quali il lettore poteva arguire d’avere il fegato malato. 

Io li avevo tutti.

Tratto da "Tre uomini in barca (per tacere del cane)" di Jerome K. Jerome